La settimana scorsa abbiamo ricevuto una mail interessante da un nostro lettore. Per ovvi motivi di privacy non farò il nome nè del nostro competente lettore nè della scoietà a cui fa riferimento. La mail conteneva una riflessione su una situazione che si è creata all'interno della squadra in questione che milita in 3^ Divisione di un campionato provinciale. Il lettore si domandava come mai una giocatrice non veniva mai messa in campo nemmeno per 1 punto sul 25 a 5; si chiedeva anche se l'allenatore fosse effettivamaente competente e avesse delle motivazioni particolari per non farla giocare.
Senza entrare nel merito della situazione quello che mi preme ricordare a voi lettori e appassionati di pallavolo e che un allenatore non è obbligato a far giocare tutte le ragazze a sua disposizione; deve farlo solo se motivato e se sia funzionale alla squadra: vero, la Squadra viene prima di tutto. Gli obiettivi individuali devono essere secondari a quelli del gruppo. E' anche vero, però, che in una campionato provinciale dove si presume giochino atlete giovani, sarà indispnesabile essere anche educatore oltre che allenatore e quindi sarebbe buona cosa riuscire a ritagliare lo spazio adeguato per tutto il roster.
Un'altra mail ci chiedeva perchè non abbiamo accettato di spostare la partita prevista dal calendario per sabato 10 dicembre sul campo di Mezzana. La risposta è molto semplice: ad inizio anno, come ogni anno, ho elencato le regole a cui io e la mia squadra dovevamo attenerci. Tra le altre c'era anche la mia volontà di non spostare partite, una volta scritto il calendario definitvo, per mancanza di atlete (vedi ponti, gite scolastiche, malanni, etc)... con la motivazione che la mia squadra doveva essere sempre in grado di onorare il campo anche con le titolari "fuori".
Naturalmente questo concetto non è stato capito fino in fondo dalla società che ci ha fatto richiesta... ma l'importante è essere coerenti e avere degli obiettivi educativi e trasparenti.
Manu



